top of page


La geografia non è morta: la nuova geografia della paura.
La geografia non è mai scomparsa: è rimasta nascosta nei porti, negli stretti, nei cavi sottomarini e nei corridoi strategici. Dal passaggio di Suwałki al GIUK Gap, da Taiwan allo Stretto di Malacca, la paura dell’isolamento torna a ridisegnare alleanze e infrastrutture. Perché oggi il potere non appartiene soltanto a chi controlla i territori, ma a chi può sorvegliare o interrompere ciò che li collega.
Adelio Debenedetti
5 giorni faTempo di lettura: 10 min
bottom of page