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La seconda mappa del potere: le infrastrutture nascoste che decidono le crisi.
Sotto la geografia ufficiale esiste una seconda mappa, composta da basi d’ascolto, radar, porti dual-use, cavi sottomarini e reti d’intelligence. Dal GIUK Gap a Pituffik, queste infrastrutture permettono agli Stati di osservare, muovere risorse e prepararsi alle crisi prima che diventino conflitti aperti. È qui, nello spazio invisibile delle dipendenze e delle connessioni strategiche, che il potere prende posizione e le zone grigie acquistano forma.
Adelio Debenedetti
7 ottTempo di lettura: 14 min
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