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JASON BOURNE E IL DOMINIO DELLA MENTE: DALLA CIA DI LUDLUM AL PROTOCOLLO NAACAL

Dal mito di Jason Bourne al Protocollo Naacal: come la CIA, la mente e il condizionamento umano diventano strumenti di potere e di identità perduta.

Veduta del quartier generale della CIA a Langley, edificio in vetro e cemento circondato dal verde.
Sede centrale della CIA a Langley: luogo simbolico dei programmi segreti e delle operazioni clandestine che hanno ispirato l’universo narrativo di Jason Bourne.

Fonte: Wikimedia Commons – Public Domain

Un’icona della mente spezzata

Jason Bourne nasce dalla penna di Robert Ludlum, autore che ha ridefinito il concetto di spy thriller moderno. Prima ancora dei film con Matt Damon, Bourne era già una figura letteraria inquieta, divisa tra l’identità e la manipolazione.Nel romanzo The Bourne Identity (1980), Ludlum immagina un uomo senza memoria che scopre di essere stato addestrato dalla CIA come parte di un programma segreto di controllo mentale. Il progetto Treadstone, nella finzione, trasforma un uomo in un’arma — ma il prezzo è la cancellazione della sua umanità.Non è l’eroe tradizionale. È un’ombra che combatte contro se stessa, simbolo di un’epoca in cui la guerra non si combatte più con le armi, ma con l’identità.

Il condizionamento come arma segreta

Il mondo di Bourne nasce da una domanda lucida e terribile: fino a che punto un essere umano può essere programmato per uccidere senza sapere perché?La CIA, nel romanzo di Ludlum, agisce come una mente superiore che ridefinisce la realtà del soggetto. L’addestramento è psicologico, sensoriale, cognitivo. Bourne non è solo un killer: è un esperimento. Un corpo perfettamente addestrato, privato del suo passato e reso strumento di volontà altrui.È la rappresentazione letteraria di una verità più ampia: la manipolazione della percezione come forma di dominio.

Dal Treadstone al Protocollo Naacal: due visioni della mente come campo di battaglia

Nel mio romanzo “Il Protocollo Naacal – Codice 211”, la stessa domanda assume una forma più complessa e moderna: non è più la CIA a programmare un uomo, ma la rete cognitiva globale che condiziona intere popolazioni. Il protagonista, Grey, come Bourne, è un uomo addestrato, temprato, ma non più manipolato da un singolo potere: combatte contro un sistema che usa la tecnologia per controllare la percezione stessa.Nel mondo di Bourne, la guerra è fredda e segreta.Nel Protocollo Naacal, la guerra è invisibile e cognitiva.Entrambi gli uomini si muovono sul confine tra consapevolezza e programmazione, tra il corpo che reagisce e la mente che rifiuta di arrendersi.Bourne cerca di ricordare chi è stato.Grey cerca di capire chi comanda la realtà, il dominio della mente.

Primo piano di un uomo con espressione intensa su sfondo tecnologico, affiancato dal titolo “Jason Bourne e il dominio della mente
Visual concept ispirato all’universo narrativo di Jason Bourne: il volto dell’agente e il tema del dominio mentale come campo di battaglia dell’intelligence moderna.

Fonte: Elaborazione grafica editoriale / uso promozionale interno.

La musica come memoria: il potere del “Jason Bourne Theme”

Chiunque abbia visto i film della saga Bourne conosce quella sensazione inconfondibile: le prime note di “Extreme Ways” di Moby.È molto più di una sigla di chiusura. È un codice mnemonico collettivo: quando parte quel ritmo elettronico e malinconico, sappiamo che Bourne è di nuovo solo, in fuga, ma vivo. La musica diventa la memoria che lui non ha, il segnale che ci riporta in quel mondo di ombre, satelliti, dossier segreti e identità spezzate.

Allo stesso modo, Il Protocollo Naacal costruisce un suono interiore — un tono cognitivo che attraversa tutto il romanzo. È il suono del pensiero quando si ribella alla manipolazione, dell’uomo che riscopre la sua mente come arma suprema.


Conclusione: il dominio della mente porta all'’eco di una mente libera

Dalla penna di Ludlum al mondo del Protocollo Naacal, il filo rosso è sempre lo stesso: la mente come ultimo campo di battaglia.Jason Bourne è l’uomo che lotta per ricordare.Grey è l’uomo che lotta per vedere oltre ciò che gli altri credono reale.E ogni volta che riascoltiamo il Jason Bourne Theme, ci ricordiamo che la libertà non è l’assenza di controllo, ma la capacità di riconoscerlo.


Articolo di Adelio Debenedetti – autore del romanzo “Il Protocollo Naacal – Codice 211”www.protocollonaacal.it


1 commento


Simona Gotta
Simona Gotta
26 dic 2025

Ho letto prima IL PROTOCOLLO NAACAL CODICE 211,, non conoscevo i film. Appena visti ho percepito l 'ispirazione dell' autore del libro e ora leggo il collegamento:, cose se fosse una evoluzione, come se si affinassero le strategie militari nelle pagine scritte.

Per chi ama i film, stesso il ritmo stessa l'azione

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