Ahnenerbe: ricerca, ideologia e ingegneria del potere occulto nel Terzo Reich
- Adelio Debenedetti
- 6 nov 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 10 gen
Articolo storico a cura di Adelio Debenedetti, autore del romanzo “Il Protocollo Naacal – Codice 211”.

Immagine: Ahnenerbe emblem (derivative work by Malyszkz) – via Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0
Origini di un’istituzione ideologica
Fondata nel 1935 da Heinrich Himmler, Walther Wüst e Hermann Wirth, l’Ahnenerbe (“Eredità degli antenati”) nacque per indagare — e manipolare — le radici storiche, etniche e simboliche del potere tedesco.
L'obiettivo non era l’archeologia pura.Era la costruzione di un quadro mitologico-scientifico a supporto del dominio politico e razziale del Reich.
Non solo scienza. Scienza piegata alla propaganda, al controllo e all’ingegneria culturale.

Fonte: Wikimedia Commons – Schwarze Sonne von Wewelsburg, foto di Vera Kratochvil, pubblico dominio.
Questa combinazione — ideologia, ricerca applicata e struttura militare — non fu un’anomalia del Terzo Reich.Fu un modello operativo. Un modello che non scomparve con la sconfitta militare del 1945, ma venne smontato, riassemblato e riutilizzato sotto nuove bandiere. Le strutture cambiarono nome, il linguaggio divenne tecnico-scientifico, ma il nucleo rimase lo stesso: studiare l’uomo non per comprenderlo, bensì per orientarne il comportamento.
Struttura e mandato ufficiale
Nel 1940 l’Ahnenerbe venne integrata direttamente nelle SS-Forschungs- und Lehrgemeinschaft (comunità di ricerca e formazione SS) sotto la guida di Himmler.
Campi operativi storicamente documentati:
Archeologia e antropologia
Studi linguistici e religiosi
Indagini sulle origini indoeuropee
Esperimenti medici e psico-fisiologici (sezione Himmler/SS-Ärzte)
L’intento: giustificare il dominio tedesco come destino storico. In questo senso, l’Ahnenerbe non operava come un semplice istituto di ricerca, ma come un nodo di coordinamento tra università, apparati militari e sperimentazione sul campo. Un modello ibrido — accademico, operativo e ideologico — che anticipò le future strutture di ricerca strategica del secondo dopoguerra, dove la conoscenza non veniva prodotta per essere pubblicata, ma per essere applicata.
Missioni note e dossier storici
Le attività note includono spedizioni:
Tibet (1938–39) — ricerca “razza ariana protostorica”
Europa del Nord — culti megalitici e religioni antiche
Crimea e Caucaso — archeologia e studi linguistici
Francia e Italia — esplorazioni templari e medievali
Una rete culturale travestita da ricerca accademica, finalizzata a:
produrre narrativa ideologica
influenzare élite e istituti culturali
reclutare studiosi e apparati accademici
Ahnenerbe e scienza sperimentale
La parte più oscura — e dimostrata — riguarda esperimenti in campi di concentramento, in particolare Dachau (sezione Rascher).
Campi tematici:
sopravvivenza ad alta quota
esperimenti di ipotermia
studi su resistenza umana e shock fisico
ricerche su percezione, stress, controllo mentale e farmacologia iniziale
Fonti storiche internazionali confermano che l’Ahnenerbe operò come cerniera tra ideologia, medicina e intelligence scientifica.

Fonte: Wikimedia Commons – Aerial image of Wewelsburg (view from the southwest), foto di Raimond Spekking, licenza CC BY-SA 4.0.
Dalla sconfitta militare alla continuità scientifica
Con la fine della guerra, ciò che venne formalmente smantellato non fu il patrimonio di conoscenze prodotto dall’Ahnenerbe, ma la sua cornice politica dichiarata.
Attraverso programmi di selezione, trasferimento e integrazione di personale scientifico tedesco, competenze sviluppate all’interno del sistema SS vennero assorbite negli apparati occidentali. Il caso più noto è Operation Paperclip, attraverso cui fisici, medici e specialisti della ricerca applicata furono trasferiti negli Stati Uniti e inseriti in strutture militari e di intelligence.
Non si trattò di una continuità ideologica, ma di una continuità funzionale: metodi, dati, approcci sperimentali e modelli organizzativi sopravvissero al Reich e vennero rielaborati in un nuovo contesto geopolitico.
Il lato meno esplorato: percezione, simboli, potere mentale
Esiste una zona grigia — documentata in archivi parziali e testimonianze — relativa a:
uso di simboli e archetipi come strumenti psicologici
studi su ritualità e disciplina mentale
sperimentazioni sul condizionamento percettivo collettivo
interesse per fenomeni di “coscienza estesa” (terminologia moderna)
Questi elementi non sono fantascienza:sono la base storica di ciò che, nel dopoguerra, evolverà in:
programmi statunitensi di sperimentazione sul controllo cognitivo
ricerca sovietica sulla psicotronica
successivi studi NATO sulla cognitve warfare
Quando queste ricerche verranno riprese nel dopoguerra, il linguaggio cambierà radicalmente.Non si parlerà più di mito, razza o destino storico, ma di percezione, comportamento, stress, suggestione e risposta cognitiva.
I simboli verranno sostituiti da protocolli sperimentali.I rituali da procedure di laboratorio.
In questo contesto prenderanno forma programmi strutturati di sperimentazione sul controllo cognitivo — tra cui il progetto MK-Ultra della CIA — affiancati da ricerche sovietiche sulla psicotronica e, in seguito, da studi NATO sulla guerra cognitiva.
Collegamento alle infrastrutture segrete
In più punti d'archivio compaiono tracce di connessione tra l’Ahnenerbe e:
infrastrutture sotterranee
archivi riservati SS
trasferimenti verso strutture industriali avanzate
Questo legame — ideologia + scienza + struttura — è la base geopolitica del thriller contemporaneo.

Fonte: Wikimedia Commons – SS Wewelsburg Castle – Crypt Ritual Dungeon, foto di DerHexer, licenza CC BY-SA 4.0.
Ruolo dell’Ahnenerbe nel romanzo “Il Protocollo Naacal”
Nel romanzo, l’Ahnenerbe non è solo un istituto storico:è l’origine culturale e scientifica del programma Naacal, una linea segreta che sopravvive alla caduta del Reich e che riemerge oggi attraverso:
simboli neuro-visivi
archivi sotterranei
continuità nella ricerca percettiva
infiltrazione in apparati moderni USA-UE
La “scienza dell’ideologia” diventa scienza della percezione e del dominio cognitivo.
Le radici del potere non scompaiono: si trasformano, e aprendole oggi possiamo riconoscerle ovunque.




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