L’intelligence del futuro: quando l’anima incontra l’algoritmo
- Adelio Debenedetti
- 18 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
L’intelligence del futuro: quando l’anima incontra l’algoritmo
Serie “Archivio 211 – Le letture del potere” — di Adelio Debenedetti
Introduzione
Le agenzie di intelligence del Novecento lavoravano su fonti, infiltrazioni, intercettazioni, HUMINT e SIGINT.Oggi stanno emergendo nuovi domini operativi, riconosciuti in documenti strategici occidentali e programmi di sicurezza internazionale:
neuro–intelligence
biometria comportamentale predittiva
modelli emozionali computazionali
sistemi di coscienza artificiale assistita
La domanda non è più solo “cosa pensano le persone?”.La domanda diventa:
come si genera un pensiero — e come può essere anticipato, indirizzato o ricreato artificialmente?
Qui si incontra la frontiera tecnica e quella metafisica.

Fonte: Wikimedia Commons – CC BY-SA 4.0
Dati, emozioni e coscienza
Le strutture operative del potere stanno integrando tre livelli informativi:
Livello | Funzione |
Dati comportamentali | Capire come agiamo |
Dati emotivi e biometrici | Capire cosa ci muove |
Dati cognitivi | Capire come pensiamo e crediamo |
L’obiettivo è passare dall’analisi alla modellazione predittiva del sé.
Ed è qui che l’algoritmo tocca il confine dell’anima.
Il nuovo paradigma dell’intelligence
Le agenzie e i centri di ricerca stanno esplorando:
mappatura delle reti neurali emotive
IA empatica e adattiva
sistemi di influenza basati su identità psichica
“gemelli cognitivi” digitali
teorie ibride tra neuroscienza e stati modificati di coscienza
interfacce uomo–macchina per potenziare percezione e decisione
Non più sorveglianza su ciò che facciamo.Sorveglianza su ciò che siamo.

Fonte: Wikimedia Commons – CC BY-SA 4.0
Spiritualità e IA: convergenza operativa
Il potere ha sempre cercato di interpretare la mente e l’anima umana.Oggi lo tenta con strumenti digitali e neurotecnologici.
Si aprono tre domande strategiche:
La coscienza è replicabile?
La fede può essere ingegnerizzata come dato?
È possibile manipolare non solo l’idea di sé, ma il senso stesso dell’io?
Il confine tra scienza cognitiva, controllo percettivo e metafisica non è mai stato così sottile.
Collegamento al romanzo
Nel mio romanzo Protocollo Naacal – Codice 211 questa convergenza è centrale.
Non parlo di fantascienza tecnologica, ma di:
intelligence spirituale
modelli percettivi programmati
tecniche neuro–esoteriche
reti invisibili che operano sui livelli più profondi dell’identità
L’intelligence del futuro, nella mia narrazione, è un’agenzia che lavora tra algoritmo e anima, dove l’essere umano non è più solo un corpo o una mente, ma una struttura energetica e informativa.
Il romanzo esplora lo scenario più avanzato — e il più antico:
la battaglia per la coscienza.

Fonte: Wikimedia Commons – CC BY-SA 3.0
Conclusione
Se la tecnologia arriva a mappare e influenzare i processi profondi dell’essere, il potere non controlla più i cittadini:controlla gli individui dall’interno. L’intelligence del futuro non è solo digitale.È interiore.
Articolo di Adelio Debenedetti, autore del thriller Protocollo Naacal – Codice 211. Ricerca narrativa sul confine tra IA, percezione e coscienza strategica.




Molto interessante. Esiste già modo, nella realtà della medicina quantistica, ,di attuare questo" controllo" in positivo ,
che chiamerei meglio " informatizzazione dell" inconscio" , autoimpostata per essere meglio .