Il Naacal Code: dall’esoterismo alla strategia dei dati
- Adelio Debenedetti
- 15 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Il Naacal Code: dall’esoterismo alla strategia dei dati
Serie “Archivio 211 – Le letture del potere” — di Adelio Debenedetti

Fonte: Wikimedia Commons – Public Domain
Introduzione
Nel pensiero antico, il sapere era custodito da élite iniziatiche.Non esisteva informazione aperta: esisteva conoscenza riservata, accessibile solo a chi aveva i simboli, la disciplina e la chiave per leggerla.
Oggi abbiamo cambiato gli strumenti, non la logica.
Le società digitali non funzionano più attraverso segreti religiosi, ma attraverso codici, dati, architetture cognitive e tecnologie di sorveglianza.L’informazione è diventata il nuovo sacro.
La domanda contemporanea non è: chi sa?Ma: chi controlla ciò che gli altri possono conoscere?

Fonte: Wikimedia Commons – CC BY-SA 4.0
Dal simbolo al dato
Il pensiero moderno ama credersi distante dall’esoterismo antico. In realtà ha semplicemente cambiato linguaggio.
Tradizione iniziatica | Era digitale |
Simboli sacri | Codici algoritmici |
Lignaggio iniziatico | Accesso a reti e dati centralizzati |
Linguaggio esoterico | Linguaggio computazionale |
Riti di accesso | Certificazioni, clearance, privilegi di sistema |
Testi segreti | Dati classificati e protocolli criptati |
La logica è identica:il potere nasce dall’accesso riservato all’informazione trasformativa.
Il “Codice Naacal” come paradigma
Nelle tradizioni esoteriche, i Naacal erano i custodi di un sapere che precedeva la storia scritta.Che si tratti di mito, leggenda o eco culturale — rappresentano un principio:
la conoscenza come potere iniziatico e operativo.
Nel linguaggio moderno questo principio si traduce in:
architetture dati opache
gerarchie di accesso informativo
strutture di segretezza algoritmica
intelligence distribuita
controllo percettivo su base digitale
Non più templi nascosti nelle giungle, ma reti neurali nei data center globali.

Fonte: Wikimedia Commons – CC BY-SA 3.0
L’esoterismo della tecnologia
Molto della tecnologia contemporanea è “magica” per chi non la comprende:
modelli predittivi
sistemi di sorveglianza
reti neurali profonde
protocolli criptografici
archivi cognitivi neurali
algoritmi percettivi
Chi controlla questo linguaggio, il Naacal code, è sacerdote del reale.Chi lo ignora, lo subisce.
La distinzione è antica, solo tradotta nel linguaggio dei dati.
Collegamento al romanzo
Nel mio romanzo Protocollo Naacal – Codice 211, questo concetto prende forma narrativa concreta.
La “conoscenza iniziatica” non è magia:è l’accesso privilegiato a strutture informative nascoste.
Il tatuaggio, i simboli, i riferimenti antichi —non sono mistici, sono chiavi cognitive e protocollari per interfacciarsi con un sistema di potere invisibile.
L’esoterismo del romanzo è digitale, operativo, neuro–informativo.
Non si cerca un tempio. Si decodifica una rete.
Conclusione
La spiritualità antica e la tecnologia moderna si incontrano in un principio unico:il dominio appartiene a chi custodisce la conoscenza che trasforma la realtà.
Il Naacal Code è questo:sapere come accesso, controllo e libertà cognitiva.
Articolo di Adelio Debenedetti, autore di Protocollo Naacal – Codice 211: una ricerca narrativa sul rapporto tra conoscenza, potere e reti cognitive globali.



Da tempo ipotizzavo una sorta di " estinzione digitale" prossima; in questo romanzo si espande e sviiluppanil concetto della supremazia di chi ha il controllo digitale , per azioni militari sofisticate che si susseguono emozionando.