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Il triangolo della percezione: mente, potere e fede

Il triangolo della percezione: mente, potere e fede

Serie “Archivio 211 – Le letture del potere” — di Adelio DebenedettiKeyword principale: percezione – religione – psicologia del potere

Diagramma di rete neurale con nodi e connessioni, rappresentazione grafica dei processi cognitivi.
Rappresentazione di una rete neurale: simbolo della costruzione dei modelli cognitivi e dei bias percettivi.

Fonte: Wikimedia Commons – CC BY-SA 4.0

Introduzione

Nella storia del potere esistono tre forze che, più di qualsiasi esercito, hanno modellato il comportamento umano:

  1. Credenza

  2. Obbedienza

  3. Significato

Chi controlla ciò in cui le persone credono, ciò che considerano legittimo e ciò che percepiscono come “vero”, controlla il loro mondo interiore.

Le strategie moderne di guerra cognitiva e influenza psicologica riconoscono questo principio:

la fede — religiosa, ideologica o identitaria — è un vettore di potere.

Il triangolo della percezione

Possiamo sintetizzare la struttura così:

Vettore

Funzione strategica

Mente

Costruisce modelli cognitivi e bias percettivi

Potere

Definisce le cornici interpretative e i limiti del pensabile

Fede

Legittima e radica i modelli nella coscienza collettiva

Questa triade non appartiene al passato:è oggi formalizzata nei documenti di cognitive security e behavioral influence prodotti da istituzioni euro–atlantiche.

Set di simboli religiosi differenti raccolti in un’unica immagine.
Simboli religiosi universali: esempio della pluralità dei sistemi di fede coinvolti nelle dinamiche di potere e influenza.

Fonte: Wikimedia Commons – Public Domain

Religione e intelligence: continuità storica

Nelle operazioni di influenza, i sistemi di fede sono implicati non per un fine spirituale, ma operativo:

  • coesione narrativa dei gruppi

  • giustificazione morale delle azioni

  • controllo dell’identità

  • resilienza simbolica

Dall’Ufficio per gli Affari Religiosi dell’Unione Sovietica ai programmi di gestione culturale USA in Medio Oriente, fino al soft power religioso contemporaneo, il potere riconosce che:

la fede è un’infrastruttura strategica.

Psicologia del sacro nel potere moderno

La fede non riguarda solo religioni storiche.Oggi si “sacralizzano” concetti laici:

  • ideologie politiche

  • valori collettivi

  • narrazioni nazionali

  • identità digitali e comunitarie

Il processo è identico:creare appartenenza, conferire missione, generare fedeltà.

Quando una convinzione diventa sacra, diventa non discutibile — e quindi governabile.

Illustrazione dell’Occhio della Provvidenza all’interno di un triangolo.
L’Occhio della Provvidenza, usato in numerosi contesti politici e culturali: un simbolo storico della sorveglianza e dell’autorità.

Fonte: Wikimedia Commons – Public Domain

Collegamento al romanzo

Nel mio romanzo Protocollo Naacal – Codice 211, la battaglia non è solo tecnologica o geopolitica.È iniziatica.

La lotta per la percezione passa attraverso:

  • simbologia antica

  • dottrine segrete

  • narrazioni spirituali manipolate

  • fede trasformata in architettura cognitiva

Il romanzo esplora una domanda chiave del nostro tempo:

e se il futuro della geopolitica fosse spirituale?

Non nel senso religioso, ma percettivo:la gestione delle credenze come sistema di potere.


Conclusione

Il dominio finale non è sui territori né sui corpi.È sulla cornice mentale che definisce il senso del reale. Capire il triangolo della percezione mente–potere–fede significa comprendere la matrice della governance percettiva contemporanea.


Articolo di Adelio Debenedetti, autore di Protocollo Naacal – Codice 211. Studio su fede, simboli e percezione nel potere moderno e narrativo.

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